Morte ed eredità

scritto da Paulus
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Testo: Morte ed eredità
di Paulus

Il medico scosse la testa. Mio padre spirò, battevano le otto e già scuriva e il chiù chiù dell'assiolo leggero e flebile si diramò fino al fossato che convoglia le acque di scolo del maniero su cui volteggia la frotta rossiccia di moscerini dell'aceto. Specialmente l'estate o la tarda primavera quando la calura secca i cespugli e le acque reflue imputridiscono esala un tanfo muffito che ammorba l'aria mentre le gerridi librandosi sul pantano vi precipitano come inebriate da vapori sulfurei. Il medico accennò un saluto di commiato sfiorando la falda del borsalino. Mio padre si spense come un moccolo di sego. Non un rantolo non un sospiro e neppure il segno dell'affanno. Se ne andò come era sempre vissuto, inavvertitamente e quasi per caso. Accanto al capezzale per non so quanto tempo. Mille ricordanze di un passato che ancora mi brucia sulla pelle. E l'apprensione per essere rimasto solo e l'avvilimento per il gravame pressante quando mi fossi accollato la conduzione delle proprietà. Il cadavere fu ricomposto e imbellettato dai necrofori, l'incarnato color zafferano e i muscoli mimici distesi e riposati. I domestici vegliarono quando il corpo fu tumulato nell'arca di pietra accosto a quella di suo padre e dei suoi e miei ascendenti che dalla seconda metà del diciannovesimo secolo riposano o meglio sono in attesa della resurrezione del giudizio, nella cripta di famiglia scavata nel tufo. La cerimonia fu officiata da un chierico rubizzo bitorzoluto come certe pere raggrinzite per le gelate notturne . Il curato ormai decrepito per l'età celebrava solo le ricorrenze e le solennità rilevanti, peraltro sempre rincantucciato in un bugigattolo studiacchiando effemeridi ed almanacchi. Una torma di corvi volteggiava in alto gracchiando, vano fu ogni tentativo di allontanarli, il cra cra ostinato e molesto e il turbinare del volo furono un vero calvario. Congedati gli astanti sbrigativamente salii sul mastio del castello, per l'invetriata intravidi il mare i pescherecci beccheggianti e il volo dei gabbiani. Un giorno mi sarei messo per mare come quei pescatori che ora rattoppavano le reti. E non avrei fatto più ritorno.
Morte ed eredità testo di Paulus
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